
Monte Dinnammare
Il balcone sui due mari · 1.127 m
Apri in Google MapsIl Panorama
Dove due mari si incontrano
Dalla vetta di Monte Dinnammare si domina uno spettacolo unico al mondo: a est il Mar Jonio, a ovest il Mar Tirreno, e in mezzo lo Stretto di Messina con Messina e la costa calabrese a portata di sguardo. Nelle giornate più limpide lo sguardo arriva fino alle Isole Eolie, a Milazzo, a Tindari e — nelle giornate più fortunate — persino alla sagoma innevata dell'Etna.
Il nome racconta da solo questo privilegio visivo: Dinnammare deriva dal latino bimaris, che significa letteralmente «dei due mari». È la cima più alta dei Monti Peloritani, la catena che corona Messina da nord come un anfiteatro naturale.
Altitudine
1.127 m
Accesso
SP50bis da Colle San Rizzo
Da Messina
30–40 min in auto
Il Santuario
La Madonna di Dinnammare
Le origini del santuario risalgono al VII secolo, in epoca bizantina, quando i monaci d'Oriente portarono sul monte il culto della Vergine. Due leggende ne raccontano la fondazione. Nella prima, un giovane pastorello trovò sul monte una tavoletta di marmo con l'immagine della Madonna e ne rimase talmente colpito da non volerla abbandonare: attorno a quella tavoletta sorse la prima cappella. Nella seconda, due mostri marini che infestavano lo Stretto furono placati dall'intervento della Vergine, e i messinesi edificarono il santuario in suo onore sul punto più alto da cui dominare le acque.
Il rilievo marmoreo che oggi si venera nella chiesa è opera dell'Ottocento: lo scolpì Michele Panebianco, uno dei più importanti scultori messinesi del XIX secolo. I recenti restauri hanno riportato alla luce le antiche murature in mattoni a vista, restituendo alla chiesa il suo carattere più austero e originale.
La Festa · 3–5 agosto
Ogni anno nella notte tra il 3 e il 4 agosto, migliaia di fedeli salgono a piedi da Larderia al santuario in processione con l'icona della Madonna. Il 5 agosto il quadro fa ritorno a Larderia tra canti, danze e fuochi d'artificio. Un rito che si ripete ininterrottamente da secoli — uno degli appuntamenti più sentiti e partecipatissimi dell'estate messinese.
Cosa c'è intorno
I luoghi del monte
Don Minico — Casa di Cura
Gastronomia · Tappa obbligatoriaUn'istituzione messinese dal 1956. All'incrocio delle Quattro Strade, Don Minico serve da 70 anni la leggendaria «pagnotta alla disgraziata» — un panino così piccante che, secondo la leggenda, il primo assaggiatore urlò «Stu pani è disgraziatu!» Il nome è rimasto. Citata nelle guide Michelin e Touring Club, è tappa obbligatoria per ogni messinese che sale al monte.
Borgo Musolino
Natura · Picnic · TrekkingArea attrezzata immersa nel bosco peloritano, con tavoli da picnic, sentieri e percorsi in e-bike. In primavera fiorisce lo zafferano selvatico. È il punto di partenza ideale per trekking sui Peloritani. Meta classica dei messinesi per le scampagnate di Pasquetta e del 25 Aprile.
Parco Avventura dei Peloritani
Sport · Famiglia · Avventura12.000 mq di pineta con percorsi acrobatici sospesi tra gli alberi: ponti tibetani, ponti cinesi, liane, passerelle e tirolesi. Percorsi per bambini e adulti. Aperto principalmente d'estate e nelle mezze stagioni. Si trova sulla SP50bis, sulla strada che porta al santuario.
Come arrivare
Raggiungere Dinnammare
In auto dalla città: imboccare la SS113 direzione Colle San Rizzo, seguire le indicazioni per il Santuario di Dinnammare sulla SP50bis. Circa 30–40 minuti dal centro di Messina. La strada è asfaltata fino alla vetta.
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